Un gatto investito e maltrattato a Copparo: un vigile urbano è sotto accusa per l’accaduto.

Un agente della Polizia locale di Copparo è al centro di un caso controverso che ha sollevato un’ondata di indignazione tra gli attivisti per i diritti degli animali. L’accusa è grave: il poliziotto avrebbe colpito un gatto investito da un’auto e successivamente lo avrebbe gettato in un fosso, piuttosto che prestargli soccorso. Questo episodio ha portato la Lega Antivivisezionista (Leal) a presentare una denuncia per maltrattamento di animali, mentre il sindacato di categoria ha denunciato una campagna di odio contro l’agente coinvolto.

Il fatto sulla strada provinciale

Il controverso episodio è avvenuto mercoledì scorso lungo la Strada provinciale per Formignana, in direzione di Gradizza. Secondo quanto riferito da una testimone oculare, un’auto ha investito il gatto, ma il conducente non si è fermato per prestare aiuto. Poco dopo, una pattuglia della Polizia locale è giunta sul posto. Invece di soccorrere l’animale in difficoltà, uno degli agenti avrebbe colpito il gatto con dei calci, per poi gettarlo in un fosso e ripartire. Questa scena è stata vista da una donna che si trovava in auto dietro la pattuglia.

Ritornata sul luogo dell’incidente pochi minuti dopo, la testimone ha scoperto che il gatto era stato successivamente soccorso e portato da un veterinario. Tuttavia, al momento, non ci sono informazioni certe sulle sue condizioni di salute, lasciando aperti interrogativi sul destino dell’animale.

Reazioni e indagini in corso

La notizia ha suscitato una reazione immediata da parte degli attivisti per i diritti degli animali. Anna Ferraresi, ex consigliera comunale di Ferrara e rappresentante della Leal, ha sporto denuncia per maltrattamento di animali presso la stazione dei Carabinieri di Pontelagoscuro. Ferraresi ha dichiarato che “questi comportamenti non solo ledono il benessere animale, ma minano anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. La Leal ha anche manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile nel caso si avviasse un procedimento penale.

Nel frattempo, la Polizia locale dell’Unione Terre e Fiumi ha avviato un’indagine interna per chiarire i fatti. Si stanno verificando alcuni dettagli, come l’orario dell’incidente e il luogo esatto, che potrebbero essere stati riportati in modo impreciso nella prima segnalazione.

La difesa del sindacato di polizia locale

In risposta all’indignazione pubblica, il Sulpl Emilia-Romagna, sindacato della Polizia locale, ha preso una posizione difensiva a favore dell’agente coinvolto. In una nota, il sindacato ha denunciato quella che considera una “gogna mediatica” nei confronti del poliziotto, sottolineando l’importanza di ricostruire i fatti nelle sedi appropriate prima di emettere giudizi affrettati. Inoltre, il Sulpl ha segnalato una campagna d’odio sui social media, con insulti e richieste di licenziamento per l’agente.

“Pretendiamo la stessa fermezza nel condannare l’odio online”, si legge nella nota del sindacato, che ha anche invitato a concentrarsi sull’identificazione dell’automobilista che ha investito il gatto senza fermarsi.

Un precedente preoccupante

Non è la prima volta che la comunità di Copparo è scossa da episodi di maltrattamento di animali. Lo scorso maggio, un uomo di 76 anni era stato denunciato per aver gettato due cuccioli di gatto dall’auto, causando la morte di uno di essi. Anche in quel caso, gli animalisti si erano mobilitati per chiedere giustizia e una condanna esemplare.

Interrogativi senza risposta

Con le indagini in corso, rimane ancora senza risposta la questione su che fine abbia fatto il gatto coinvolto nell’incidente. Non ci sono informazioni certe riguardo a dove sia stato portato per ricevere cure e se sia sopravvissuto. Questo episodio continua a dividere l’opinione pubblica, con alcuni che chiedono pene severe per il presunto maltrattamento e altri che denunciano un attacco indiscriminato alle forze dell’ordine. La situazione, dunque, è tutt’altro che risolta e il caso sembra destinato a rimanere sotto i riflettori per un po’ di tempo.

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Fabiola Russi